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Solitaria sul suo colle (che spazia su un'immensa vista dagli
Appennini al Tirreno) austera e serena a un tempo, la città
ha un fascino particolare che la distingue da ogni altra.
Giunti alle sue soglie si rimane colpiti dalla poderosa cerchia
delle sue mura, in parte di origine medievale, in parte etrusca,
nelle quali si aprono varie porte, la più famosa delle
quali è la Porta dell'Arco Etrusco.
All'interno delle mura ritroviamo i ricordi della fierissima
Volterra comunale del medioevo, che ci aiutano a comprendere
il magico incanto della sua bellezza.
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Monteriggioni è senza dubbio uno dei più classici
e noti borghi murati italiani. Le mura, pressoché intatte,
coprono una lunghezza di 570 metri e sono intervallate da 14 torri e due porte. La Porta
Franca sorge alla base di un torrione mentre quella di S.Giovanni
si apre nelle mura ed è difesa da una delle torri del
perimetro fortificato.
Il borgo fu costruito dai Senesi negli anni 1213-1219 su
una collinetta a dominio e sorveglianza della via Cassia/Francigena.
La sua posizione ideale consentiva di controllare le valli
dell'Elsa e dello Staggia in direzione di Firenze, che in
quel periodo stava espandendo a vista d'occhio il suo territorio.
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| Nella progettazione si cercò di limitare
al massimo i punti deboli per eccellenza, le porte, affidando
i collegamenti con l'esterno ad un solo asse stradale di attraversamento
da est a ovest. A Monteriggioni l'opera edilizia militare appare
fisicamente distinta dall'abitato rinchiuso al suo interno ma
ben separato dalle mura da una fascia di rispetto, sebbene in
epoche passate le case siano state più fitte di quanto
appaia oggi e di conseguenza detta fascia più stretta. |
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L'abbazia di San Galgano e sorge
nella valle del fiume Merse, fra i borghi medievali di Chiusdino
e Monticiano, in provincia di Siena. I ruderi dell'Abbazia
Cistercense di San Galgano emergono solenni e maestosi in
una vasta pianura. Dell'imponente edificio, che emana un fascino
impossibile da descrivere, rimane solo la struttura esterna.
La chiesa, ormai completamente priva della copertura, ha per
tetto le stelle. Suggestivo, in primavera, l'interno della
chiesa che ha per pavimento un manto di bianche margherite.
Oggi è tale il suo fascino che ospita anche concerti
di musica classica.
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| L'abbazia deve il suo nome a Galgano
Guidotti, cavaliere nobile, poi eremita, poi santo, originario
di Chiusdino, dove nacque nel 1148. Di San Galgano si conosce
il miracolo della spada. Si narra infatti che Galgano abbia
conficcato una spada nella roccia in modo da lasciarne uscire
l'elsa che simboleggia una croce. "La spada nella roccia"
si può vedere ancora oggi all'interno della chiesa di
Montesiepi che sorge lateralmente all'Abbazia di San Galgano.
Estremamente elegante è la cupola dalla costruzione fatta
di le file di pietre bianche che si alternano con le file di
mattoni rossi e che riprende le tombe etrusco romane di Cerveteri
o Vetulonia. |
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Sant'Antimo,
sorge nella solitaria Valle Starcia; è uno dei monumenti
più belli di stile romanico, probabilmente cistercense,
con evidenti richiami ai modelli lombardi. Secondo una antica
leggenda l'Abbazia è sorta per volontà dell'imperatore
Carlo Magno nel 781. Si racconta che l'Imperatore ed il suo
seguito di ritorno da Roma, nel transitare lungo la via Francigena,
corse il rischio di essere colpito come molti dei suoi soldati
dall'epidemia di peste che imperversava nelle zone situate alle
pendici del monte Amiata; l'Imperatore, in prossimità
del fiume Starcia, fece un voto chiedendo grazia per se stesso
e per la sua gente a che il potente flagello cessasse; per la
grazia ricevuta fonda l'Abbazia di Sant'Antimo. |
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| L'attuale chiesa ha sostituito, nel 1118, la
basilica preromanica come attestano le iscrizioni incise nei
gradini dell'altare maggiore, le quali recano anche il none
del donatore, Bernardo degli Ardengheschi, e in una colonna
del deambulatorio. La costruzione della chiesa e del convento
richiese un impegno costruttivo al di sopra delle possibilità
economiche dei monaci benedettini e questo non consentì
di ultimare nè la facciata, nè parte dei locali
di servizio dei frati. Il periodo di decadenza, che seguì,
portò alla sostituzione dei Benedettini con i Guglielmiti
nel 1291. Nel 1462 l'Abbazia fu soppressa da Papa Pio II e incorporata
alla diocesi di Montalcino. Successivamente, in una parte del
matroneo (galleria riservata alle donne, disposta sulle navati
laterali, che si affaccia sulla navata centrale) venne costruito
l'appartamento del Vescovo. |
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